Sport
La storia del Gela
Calcio minore
Tifosi
Altrisport
Altri sport 2
Ginnastica
 

La storia del Gela

 

Il I° campionato di calcio italiano

Il torneo venne disputato in un solo giorno a Torino al Velodromo Umberto I in forma di quadrangolare. Erano gli inizi dell'epoca del calcio in quanto gli spettatori furono solo un centinaio.
La prima partita ha inizio alle nove del mattino, la seconda semifinale alle undici e nel pomeriggio si svolge la finale.
Nell'atto conclusivo della giornata, alla presenza di un centinaio di spettatori con un incasso di 197 lire, il Genoa in maglia bianca con striscia rossa si impone sull'Internazionale di Torino, diventando così la prima squadra "Campione d'Italia".
Il Genoa disputa la sua prima partita di calcio. Lo storico incontro ha luogo a Ponte Carrega fra il Genoa e l'Internazionale di Torino. Autore dell'unico gol della partita e del primo gol ufficiale italiano è un certo Savage del quale non si sa praticamente più nulla.

Le squadre del primo torneo in Italia:

  • Genoa
  • Football Club Torinese
  • Internazionale Torino
  • Reale Società Ginnastica Torino



 

Il campo e il pallone


Il terreno di gioco deve essere rettangolare. La lunghezza delle linee laterali deve essere, in ogni caso, superiore alla lunghezza delle linee di porta.
Lunghezza: minimo m. 90, massimo m. 120
Larghezza: minimo m. 45, massimo m. 90
Gare internazionali
Lunghezza: minimo m. 100, massimo m. 110
Larghezza: minimo m. 64, massimo m. 75

Segnatura del terreno

Il terreno di gioco deve essere segnato con linee che fanno parte integrante delle superfici che esse delimitano.
I lati più lunghi del terreno sono denominati "linee laterali"; quelli più corti "linee di porta".
Tutte le linee devono essere chiaramente visibili ed avere una larghezza massima di cm. 12.
 Il centro del terreno di gioco è segnato nel mezzo della linea mediana con un punto del diametro di cm. 22.
Attorno a questo punto e' tracciata una circonferenza di m. 9,15 di raggio.
A ciascuna estremità del terreno è delimitata "un’area di porta" rispondente ai seguenti requisiti:
• due linee sono tracciate perpendicolarmente alla linea di porta, a m. 5,50 dall’interno di ciascun palo;
• queste due linee hanno una lunghezza di m. 5,50 verso l’interno del terreno di gioco e sono congiunte da una linea tracciata parallelamente alla linea di porta;
Da ciascuna bandierina d’angolo è tracciato un arco di cerchio di m. 1 di raggio all’interno del terreno di gioco.

La porta

La distanza che separa i due pali è di m. 7,32 ed il bordo inferiore della sbarra trasversale è situato a m. 2,44 dal suolo.
A ciascuna estremità del terreno è delimitata "un’area di rigore" rispondente ai seguenti requisiti:
• due linee sono tracciate perpendicolarmente alla linea di porta, a m. 16,50 dall’interno di ciascun palo;
• queste due linee hanno una lunghezza di m. 16,50 verso l’interno del terreno di gioco e sono congiunte da una linea tracciata parallelamente alla linea di porta;
• la superficie delimitata da queste linee e dalla linea di porta è denominata area di rigore;
• all’interno di ciascuna area di rigore e' segnato il punto del calcio di rigore a m. 11 dalla linea di porta ed equidistante dai pali;
• con centro in tale punto, del diametro di cm. 22, deve essere tracciato un arco di circonferenza all’esterno dell’area di rigore di m. 9,15 di raggio.

Le bandierine

A ciascun angolo del terreno deve essere infissa un’asta non appuntita in alto con bandierina, avente altezza non inferiore a m. 1,50 dal suolo.

Il pallone

• forma sferica
• materiale: cuoio o altro approvato
• circonferenza massima di cm. 70 e minima di cm. 68
• peso all’inizio della gara massimo di gr. 450 e minimo gr. 410
• pressione fra 0,6 e 1,1 atmosfere (pari a 600 - 1100 gr./cm²).

 
Cronologia dei campionati del Gela dal 1948 al 2009
 
Dal 48 al 69 Dal 70 al 89 Dal 90 al 2007 Dal 08 al 09
 
 
 
 

La storia del Gela


La storia del calcio gelese, a memoria d’uomo, comincia a prendere forma tra il 1929 e il 1930, per la passione a questo sport dei fratelli Paolo e Angelo Di Bartolo che assieme ad altri appassionati fondarono la squadretta denominata “Ddo Cannolu”. La squadra prese questo nome perché nel quartiere dove abitavano vi era una fontana pubblica di acqua potabile.
Subito e per spirito di contrapposizione, sempre spinti per la passione del calcio, nacque la squadra dei “Tabaccari” dando vita ad epici confronti, scontrandosi a suon di calci al pallone, per stabilire la formazione migliore .
Siccome i risultati di questi scontri erano sempre incerti pensarono di costituire insieme una libera associazione che chiamarono “VIRIBUS UNITIS”, era l’anno 1930.
In quegli anni, la Viribus Unitis, seppure non disponeva di un campo di calcio, disputò incontri amichevoli contro le squadre di Licata, Caltagirone, Comiso, Caltanissetta ed altri, sfruttando l’impianto sportivo della Palestra Pignatelli del Liceo-Ginnasio Eschilo, dove lo spazio del campo, però, permetteva di schierare solo squadre con sette e poi con nove giocatori.
Il campo di calcio in quegli anni era un vero  problema tanto è vero che nell’arco che va tra il 1929 al 1942 si adoperarono come campo di gioco lo spazio antistante sotto il Municipio, che poi durante la guerra diventò campo di concentramento provvisorio, un campo ricavato nei pressi del Disueri e la Palestra Pignatelli già citata.
Nel 1934 la squadra si iscrisse al campionato regionale dell’U.L.I.C. e per l’occasione cambiò il nome, iscrivendosi col titolo de la “MARINARA”.
Per giocare in questo campionato la squadra gelese dovette affrontare sacrifici immensi perché le partite interne, in assenza di un campo di gioco regolamentare, le dovette giocare sul campo di Mazzarino che era l’unico impianto sportivo esistente in quel tempo nella nostra zona.
Frequentissime erano le collette degli sportivi per permettere il viaggio ed il pranzo dei nostri atleti, tutti locali, che era composta di studenti ed affermati professionisti, che pur di giocare si tassavano regolarmente.
Nel 1948 Gela disponendo di un campo di calcio regolamentare aderì alla F.I.G.C. e si iscrisse per la prima volta al campionato federale.
La squadra che disputò il primo campionato Federale prese il nome di S.S. Gela (Società Sportiva Gela) ed i colori sociali giallo–rossi come i colori dello stemma della città di Gela.
Questa la rosa dei giocatori che disputarono il primo campionato federale del 1948/49, CIOTTI, MINEO, ALLEGRI, TAROZZI, LA FRANCA, BAGNI, CALAFIORE, CERVA, CARUSO, CATLAN, BUTTIGE’, DALMOLIN, MARIO BAMIANI, ALLEGRA, BALDANZA.
Ricordiamo le persone che, dopo la fine della guerra, vollero fermamente che si realizzasse questo campo di calcio, L’On. Salvatore Aldisio, l’avv. Vincenzo Presti, Il cav. Vincenzo Maganuco, l ’avv. Oreste Gueli e Paolo Cardillo.
La zona prescelta per tale impianto fu  la contrada Giardinelli e dal nome di questa contrada prese il nome lo stadio.
Lo stadio Giardinelli fu inaugurato con la partita Gela – Vizzini, risultato finale 1-3 per il Vizzini, ma tale era l’euforia per il nuovo stadio che nessuno diede importanza a quel risultato. Si festeggiò ugualmente.
Nell’anno 1950 il Gela , con il commissario straordinario Vincenzo Maganuco riuscì a tesserare giocatori che venivano dalla serie C e dalla serie B, in quegli anni la SS Gela ebbe il suo massimo splendore sportivo trascinando con se tutta la passione sportiva di una intera città, conquistando nell’anno 1952/53 la storica promozione in IV Serie.
Promozione che venne conquistata sul terreno di gioco della Favorita di Palermo con lo spareggio-promozione contro il Caltagirone. Risultato finale della partita 1-0 per il Gela con rete di Martino (palermitano di nascita) e festeggiata per giorni e giorni assieme a quei sportivi che si recarono a Palermo con un treno speciale messo a disposizione dalle Ferrovie  dello Stato e con i mezzi più disparati che il tempo permetteva, e attesi alla stazione  e sulla strada d’ingresso alla città con mille bandiere giallo-rosse. La città era tappezzata di bandiere, il colore giallo-rosso era il colore dominante in città, non vi era via , non vi era vicolo da cui non pendesse  dai balconi la bandiera del Gela.
Ma la vita del Gela in IV serie non fu fortunata, dove giocavano squadre come REGGINA, BARI, TRANI, TRAPANI ed altre con il blasone più grande di quello del Gela, quello fu l'unico campionato di IV serie negli anni '50 per il Gela.
In questa squadra allenarono persone di grande peso sportivo  come NEGRI, KOSSOVEL, GHIDINI, VIKPALEC, TREVISAN, CUTRERA e CASTELLI.
Nell’anno 1954/55 prese parte al campionato di promozione e nell’anno seguente il presidente della società Marchese Michele Tedeschi non si sa perché si dimenticò di iscrivere la squadra nei ranghi federali e quindi non fu iserita in calendario e fu radiata.
Si costituì immediatamente un comitato, presieduto dal sindaco, per cercare di convincere la lega ad accettare la iscrizione postuma del Gela, ma siccome, i calendari delle partite erano già compilate non si potè far nulla. Cavillo burocratico del presidente Siino (presidente della lega sicula e grande amico del cav Maganuco) per dire gentilmente di no, perchè a quanto pare si era recidivi. (Anche l'anno prima il Gela aveva saltato la data di iscrizione).
Lo stesso comitato, di cui facevano parte il sindaco Ciccio Vella, il dott. Pino Ventura ed il cav. Vincenzo Maganuco , a Palermo dove si trovavano per prorogare la causa del Gela, fondarono all’stante la nuova società a cui diedero il nome di U.S.Terranova iscrivendola al campionato di I Divisione con i colori sociali  tradizionali giallo-rossi.
Subito il Terranova vinse il campionato di I Divisione, anno 1955/56 e ritornò al campionato di promozione, ma furono anni difficili per il nuovo sodalizio tant'è che milita sempre tra i campionati di promozione, prima e seconda categoria, fa una comparsa in serie D nel campionato del 1968/69 ma poi ritorna ai campionati minori, finchè nel campionato del 1972/73 torna come Commissario Straordinario il Cav. Vincenzo Maganuco che in due anni (1973/74) riesce a portare la squadra in Serie D (la vecchia IV Serie).
Nel 1978/79 sotto la Presidenza di Angelo Russello il Terranova disputò il campionato di C2 retrocedendo subito in Serie D.
Dopo due anni di serie D la squadra retrocede in Promozione e da allora in poi resta in questa categoria finché nel 1993 non si fonderà con la Juventina (altra squadra gloriosa di Gela) dando vita ad nuova società che verrà chiamata JuveTerranova, il cammino della nuova società comincia dal campionato 1993/94 di eccellenza e nel giro di due anni approda nel campionato di C2.
In occasione della fusione tra queste due squadre gelesi (Terranova e Juventina) è nata nei dirigenti una sorta di braccio di ferro per quanto riguarda i colori sociali da adottare per la nascente società. La Juventina voleva imporre i suoi colori perchè militava in una categoria superiore (campionato di eccellenza) del Terranova (campionato di promozione). Il Terranova da parte sua voleva adottare i colori tradizionali del Gela che da sempre avevano contraddistinto la prima squadra cittadina.
Ma cosa rilevante al momento della fusione il Terranova non era la prima squadra della città bensì la seconda dopo, proprio, la Juventina.
Si propose allora di adottare una maglia che si richiamasse ai colori delle due società, ma alla fine si optò per dei colori assolutamente nuovi per la società, il bianco-azzurro.
Colori con cui la nascente società Juveterranova è stata iscritta al campionato di competenza.
Nel 2000 la squadra sarà rinominata in GELA JT.
La squadra dopo nove anni di militanza in Serie C2 conquista, nell’anno 2004/05, il Campionato di Serie C1 ed in questo campionato gioca nell’anno 2005/06.
Ma le disavventure della prima squadra di Gela non finiscono mai, infatti tra vecchi e nuovi debiti e tra versamenti mai effettuati alle varie casse di garanzia dei giocatori si arriva al perentorio ordine da parte della FIGC di appianare i debiti verso l’Ente delle Entrate, anche a rate. Chi non ottempera al pagamento di questi oneri non potrà iscriversi a nessun campionato. La situazione finanziaria del Gela Jt precipita e, tra le insolvenze che obbliga la FIGC a non iscrivere ai vari campionati chi non è in regola con i pagamenti e, le varie istanze di fallimento da parte delle ditte creditrici obbliga il Gela Jt a dichiarare fallimento.
La squadra viene radiata dal campionato di C1, dove aveva giocato l’ultimo campionato, giocando un buon calcio tanto da salvarsi senza passare dai Play-out.
Per non scomparire definitivamente la società aderisce al Lodo Petrucci e dopo varie vicissitudini viene ammessa al campionato di Serie C2.
La nuova società prende il nome di Gela calcio s.p.a. portandosi come dote i colori sociali del Gela Jt (Bianco-azzurro) lasciando ai tifosi un terribile dubbio. Abbiamo perso la C1 o abbiamo guadagnato la C2?
Il Gelacalcio (anno 2006 - 2007) viene inserito nel girone C della C2, dove ha sempre militato da quando gioca tra i professionisti, disputa un campionato altalenante nella parte alta della classifica e poi con un rush finale travolgente riesce a piazzarsi in zona play off.
Esce dalla lotta per la promozione in C1 senza essere sconfitta, ma solo per la classifica avulsa a lei sfavorevole. Un vero peccato, anche perchè all'ultimo secondo della partita di ritorno a Potenza, ha avuto la possibilità di conquistare la vittoria, ma la dea bendata non l'ha aiutata.

Nel campionato 2007-08 il Gela si rafforza nel calciomercato per un campionato di alta classifica, ma la partenza è disastrosa, dopo 6 giornate si ritrova ultima in classifica con solo tre punti in attivo e il morale della squadra sotto i tacchi. Il Presidente Tuccio corre ai ripari e cambia allenatore, va via mister Izzia e torna mister Sanderra . La squadra pian piano si riprende e finisce il torneo al settimo posto a 46 punti.

Nel campionato 2008-09 il Gela allestisce la più forte squadra mai vista al Presti. Sicuramente la migliore del torneo di Seconda Divisione (non più serie C2), nei tre gironi non si scorge una formazione migliore di quella del Gela. La squadra fa sognare i tifosi. Ma, forse, non saputa gestire adeguatamente fallisce la promozione diretta in Prima Divisione e si classifica al secondo posto a tre punti dal Cosenza, deve cercare la promozione in serie superiore attraverso i Play-off.

Il mini torno-spareggio per andare in Prima Divisione è gestito nei peggiori dei modi, il Gela brillante e sicuro di se non si vede mai e non riesce a vincere nemmeno una partita, infatti rimedia tre pareggi e una sconfitta. L'ultima partita si gioca a Gela contro il Pescina, basta vincere con un gol di scarto e si è promossi. Al triplice fischio dell'arbitro il risultato è di 1-1 che spezza i cuori di 4.000 tifosi che escono dallo stadio piangendo e applaudendo il Presidente Tuccio.

 


Nota:

Sotto la presidenza del Cav. Maganuco, negli anni settanta, cominciano i migliori campionati del Terranova e si arriva ad allestire una squadra, che io penso sia stata la più forte di tutte le squadre che hanno calpestato il Presti, ma non si va in C, si sussurrava da qualche parte negli ambienti sportivi, che non si intravedeva a Gela una classe imprenditrice capace (finanziariamente) di quell’avventura, e quindi la squadra anche se sciorinava prestazioni sublimi restò in serie D, a dar ragione a questa tesi vi è la promozione del Terranova in C2 nell’anno 1977/78 ed il suo rapido epilogo negativo.

La voce della squadra e dei tifosi in tutti questi anni si è fatta sentire attraverso due quaotidiani isolani "Il Giornale di Sicilia" e "La Sicilia", e dei periodici locali, attraverso le penne di Elio Cultraro, Valentino Alfieri, Franco Infurna, Rocco Cerro, Salvatore Parlagreco, Paolo Cordaro, Fabrizio Parisi e Franco Gallo che con passione, sportività e professionalità hanno sempre svolto il loro lavoro.
Chiedo scusa a quei giornalisti, che hanno lavorato parimenti come i sopracitati ma che la mia memoria non ricorda e che quindi non sono menzionati.

Salvatore Ventura

 
Lo stemma del S.S. Gela e del U. S. Terranova
 
Il logo della Juveterranova e del Gela Jt
 
Il logo del Gela calcio s.p.a
 
Alcuni Presidenti
 
Cav. Maganuco
 
Sig. Fraglica
 
Sig. Romano
 
Sig. Carrabino
 
Ing. Tuccio